Quando una persona come Gabriele Selder lascia la vita terrena il vuoto che lascia è solo materiale. Sì, perché il carico di amore, di passione e di impegno che lei metteva in tutto quello che faceva, quello resterà per sempre.
La dimostrazione di quanto questa professoressa teutonica, e quindi severa per antonomasia, ma dal viso dolce e rassicurante, fosse amata dai suoi alunni è stato il suo funerale. La chiesa era stracolma, dentro e fuori, di ragazzi e ragazze, alunni ed ex alunni, tutti in lacrime per la perdita della loro adorata “Selder”, come la chiamavano.
Gaby, come invece la chiamavano i suoi amici, in tutti i suoi anni di insegnamento non è stata solo la professoressa di conversazione in tedesco, è stata la mamma di centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze. Quegli alunni che con lei riuscivano ad affrontare con leggerezza quella lingua per noi italiani cosi difficile, cosi dura. Una lingua che parlata da lei aveva tutto un altro suono. “Parlate, provateci, non abbiate paura di sbagliare!” diceva incoraggiando i suoi alunni, e tutti parlavano, rendendosi conto che il tedesco con lei non era poi così ostico come si aspettavano.
Per dare uno stimolo in più, per dare ai ragazzi la possibilità di parlare la lingua vera, Gaby li portava in Germania, nelle famiglie e nelle scuole dei loro coetanei, quei ragazzi tedeschi che poi tornavano nelle nostre case a portare un po’ di Germania nel sud dell’Italia. Per oltre dieci anni, ogni anno, Gaby ha organizzato scambi e, tutti inevitabilmente, si chiudevano con lacrime di abbandono.
Non si fermava davanti a nulla e per aiutare i suoi ragazzi era disposta perfino a dare lezioni gratuitamente. E proprio gli alunni erano la sua forza, la spinta ad andare avanti a non fermarsi. Erano loro la sua ragione di vita.
Ha sempre combattuto contro qualcosa… fino alla fine, fino a quando la sua sensibilità ha rotto gli argini e non ha retto più. Fino alla fine era certa che ce l’avrebbe fatta, lo eravamo tutti, i suoi alunni la aspettavano, le scrivevano parole accorate: ci manca… quando torna… la aspettiamo… guarisca presto… le vogliamo bene…
E invece, eccoci qua a piangerla e a rimpiangerla. Gaby non è più con noi, è vero, il suo corpo, la sua voce, la sua risata cristallina già ci mancano, ma il suo esempio, la sua lezione di vita e la sua determinazione saranno sempre una guida per noi, insegnanti e alunni, un modello da seguire e da perseguire.
Mariantonietta Di Sabato
Le attese, le primavere senza respiri
e le rose sui ricami fermi
dalle tue mani più non sbocceranno
Mi hai detto: Aiutami
e ti ho dato le mani
altro non avevo che potesse servirti
in quel tratto di spine che a tutti tocca
il tuo precoce.
Andremo in Germania
insieme un giorno
e non avremo bisogno di piedi
né di biglietti
abbiamo sempre pagato il dovuto
a me ancora tocca
pagarne altro
di tua assenza.
Enza Armiento